Problema e opportunità

Da più di un anno, il paradigma occidentale sta subendo un cambiamento profondo. Il Potere attacca i piccoli proprietari per minare l’equilibrio sociale e ambire a modificare la stratificazione dello Stato, il tutto celato sotto un velo di infezione virale.
Il complesso delle modifiche internazionali sta avvenendo a entropia controllata. Si sta rinnovando l’élite sulla base di antichi modelli: imporre il vegetarianismo alle masse ricorda la differenza di dieta tra gli ufficiali dell’Iliade, amanti della porchetta e del vino, e sottufficiali e soldati, intenti a cibarsi di grano arrostito e, quando ne trovavano, pesce. Naturalmente questi ultimi bevevano acqua.

La scelta del luogo non è casuale. L’Italia ha in sé tutti i presupposti per aderire alla trasformazione sociale o, meglio, contiene tutte le lacune che altrove fungono da argine al fenomeno di snaturamento e mutazione.
In primo luogo, la penisola non ha un popolo ma solo una popolazione. Dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, le piccole comunità italiche hanno faticato a trovare un punto di equilibrio esteso a tutto il territorio. Oggi, la situazione si discosta marginalmente dalla linea storica tracciata dagli eventi, in larga parte subiti dalla popolazione. Lo Stato italiano, infatti, si regge su una formale annessione del sud Italia al nord Italia, compiuta con accordo e compiacenza delle rispettive aristocrazie. Pochi sono stati gli italiani a sentirsi cittadini e a essere trattati come tali. Forse, solo nel secondo dopoguerra l’italiano, in quanto individuo, ha anelato alla formazione di uno spirito nazionale, o a qualcosa che gli somigliasse, pur considerando le contraddizioni emerse a seguito del referendum sulla forma di Stato.
Anche l’unità linguistica appare, tutt’oggi, una chimera. Questo tema è direttamente collegato alla scuola e all’educazione. Aggirando l’ostacolo del dovere affrontare due temi in uno, quindi il pericolo di peccare di superficialità, risolvo la questione dell’unità linguistica con una breve massima: “Un italiano che parla l’italiano conosce già due lingue”. L’altra, naturalmente, è il proprio dialetto, il vero linguaggio dell’anima di un italiano.
Mancando lo spirito della Nazione, la vita dell’Italia ristagna in microcosmi familiari, comunali e, oso, provinciali. Questa affermazione è evidentemente dimostrabile attraverso il dato delle affluenze elettorali: massime per la designazione di una giunta municipale, minime quando si scelgono i propri rappresentati europei. Che il potere sia altrove?, di certo è ben nascosto e lontano dalle piccole comunità italiche.
Tutto considerando, l’Italia è il luogo perfetto per abolire l’ascensore sociale, instaurare una classe dominante scostante e distante, logorare i piccoli proprietari in favore dei grandi, isolare coloro i quali hanno ancora il ricordo e la pretesa di avere dei diritti, infiltrare le classi sociali più basse di cosiddetti “stranieri”, di certo meno educati e più propensi ad accettare condizioni di vita sfavorevoli. Un africano abituato a soggiornare nella savana, il cui concetto di casa è primordiale quando presente, troverà vantaggioso soggiornare in un capannone insieme ad altre 50 persone; come vantaggioso sarà lavorare per pochi euro, o dollari, all’ora per lunghe giornate. Per buona pace degli accordi sindacali e dei contratti nazionali, ai quali rivolgiamo un’omelia funebre, un De Profundis.
E l’infezione virale? E’ un catalizzatore volto ad accelerare il processo, un crogiolo di fattori necessari al ricambio: eliminare gli anziani, ovvero la memoria storica; epurare la scuola, ovvero la formazione di un senso critico; sfiancare i sani additandoli di malattia; annoverare le persone psicologicamente fragili nelle nuove greggi dantesche, al pascolo di personaggi scelti rigorosamente per ignoranza e incapacità… Sia mai che nel debole ci possano essere scintille di evoluzione. L’infezione è, dunque, la tenda che copre il mutamento e lo accelera, nella speranza di pietrificare una nuova struttura sociale.

Che sia un problema per il popolo? Galileo Galilei ha affermato: “Dietro ogni problema c’è un’opportunità”.
Qual è, a mio avviso, l’opportunità nascosta dietro la tragicità del momento incidente? Bene, piuttosto che essere schiacciati singolarmente dalla pressione esterna, l’individuo italiano può, anzi deve, riscoprire, o formare, il proprio spirito nazionale. Questo è necessario per il compimento di ogni passo successivo perché, laddove non si sia in grado di limitare il proprio interesse a beneficio del benessere della comunità, non v’è la possibilità di definire e seguire un percorso condiviso verso un obiettivo comune.
Una volta che l’individuo italiano scopre di essere un cittadino italiano ha il dovere di non riconoscere più gli uomini che attualmente rappresentano le istituzioni dello Stato italiano, dichiarando la propria secessione da uno Stato che impone, che obbliga, che usa metodi coercitivi per minare diritti e contenere libertà. Rivendicherà allora un cambiamento di paradigma e, perché acclamato da cittadini consapevoli, pretenderà una nuova costituente.
Già, sarà necessario riformare tutto l’apparato istituzionale avendo il coraggio di ridefinire il ruolo dell’Italia nello scacchiere internazionale, pensando all’emissione di una nuova moneta. Che la Repubblica Parlamentare Italiana continui ad avere la sua struttura, i suoi uomini, la non sua moneta e i suoi padroni; la Repubblica Presidenziale Italiana si farà forte di nuovi riconoscimenti internazionali, di una nuova moneta, di una nuova economia, di una nuova società, auspicando che la memoria del passato funga da faro di guida per il futuro. Un faro brillante capace di indirizzare gli occhi e le anime dei nuovi cittadini.

Potremmo continuare a guardare a Ovest, potremmo guardare attraverso lenti differenti anche a Est, prima che gli attuali legami ci trascinino nel baratro verso cui il bacino atlantico sembra destinato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.